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Anatolian Shepherd Breeding

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La razza

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Il pastore dell'Anatolia è una razza molto antica di pastori-custodi sviluppatasi in Asia minore probabilmente già 10000 anni fa, quando in quella regione, oggi nota come penisola Anatolica (Turchia asiatica), l'uomo iniziò a dedicarsi alla pastorizia e all'allevamento del bestiame. Presenta molte analogie con le varie razze di pastori custodi dell'est ed in particolare coi pastori del Caucaso e dell'Asia centrale, originari di aree confinanti. Il pastore dell'Anatolia è stato riconosciuto dalla FCI come unica razza turca nel 1989 e il suo standard ammette tutti i colori del mantello e pelo da corto a semilungo. Su questa voce dello standard e sull'esistenza o meno di una o più razze di pastori turchi esiste una lunga polemica. Da una partela FCI, che rappresenta le massime organizzazioni cinofile mondiali, raggruppa sotto il nome di pastore dell'Anatolia una razza turca di cani da protezione delle greggi presente in tutta l'Anatolia le cui uniche differenze di rilievo in varie espressioni interessano colore e lunghezza del mantello, analogamente a quanto accade nei pastori del Caucaso e dell'Asia centrale.



Dall'altra parte, allevatori soprattutto inglesi e americani riuniti in alcune associazioni (non riconosciute dalla FCI), secondo cui le razze di pastori turchi sarebbero tre e precisamente: il KANGAL (chiamato in Inghilterra karabash) dell'omonima regione Sivas-Kangal nell'Anatolia centrale, dal mantello corto di colore fulvo chiaro o grigio fulvo con maschera nera; l'AKBASH delle regioni occidentali della penisola anatolica, dal mantello bianco corto o semilungo; il KARS dall'omonima città delle estreme regioni orientali dal mantello lungo e di tutti i colori (in realtà cani di questi tre tipi esistono in tutta l'Anatolia). Questa teoria, e persino i nomi AKBASH e KARS (il nome KANGAL era l'unico usato da parte del popolo turco), è stata presentata da allevatori inglesi ed americani al simposio sulle razze turche tenutosi all'università Selcuk di Konja nel 1996, in particolare da una coppia di allevatori commerciali americani incaricati dalla stessa università di una ricerca sul campo.

Al simposio non fu invitato nessun rappresentante dei clubs inglesi ed americani del pastore dell'Anatolia o della FCI, ma soltanto rappresentanti dei vari Kangal, Akbash o Karabash clubs. Tra le varie evidenze portate a sostegno della loro teoria, molte sono in seguito risultate inaccurate e addirittura false, come l'esistenza di un antico libro di un viaggiatore tedesco in cui si troverebbero le prove dell'allevamento in purezza da parte dei pastori di cani esclusivamente fulvi chiari con maschera nera sin dai tempi più remoti. Ebbene questo libro non esiste; accurate ricerche sono state condotte da Peter Wells dell'Anatolian Shepherd Dog Club inglese nelle biblioteche nazionali di mezzo mondo senza esito. L'Anatolian Karabash Dog Club inglese che portò queste prove, non ha saputo dire dove si trova la presunta unica copia esistente di tale libro. In seguito al simposio il governo turco (in turchia non esistono enti cinofili) ha accolto tale teoria, secondo me soprattutto per un desiderio di uniformarsi ai paesi occidentali, abbracciando un concetto più moderno di razza totalmente estraneo alla cultura dei pastori, veri creatori della razza che incrociarono tra loro i tre tipi. Ma omogeneità di colore e mantello non significa maggior purezza e funzionalità e una leggera variabilità fenotipica è normale in una razza indigena (Landrace Breed) sviluppatasi con un minimo intervento umano. E' questo che affascina di questa razza, arrivata intatta fino ai nostri giorni: la sua rusticità, l'equilibrio, l'attitudine alla guardia (vera). Perchè ripetere gli errori fatti con molte altre razze riducendo il patrimonio genetico e buttando via insieme ai colori indesiderati anche i geni della salute, del carattere ecc.? In Inghilterra, dove uno dei due clubs, l'Anatolian Karabash Dog Club, da più di trent'anni seleziona cani in stretta consanguineità e principalmente per il colore, si vedono già cani piccoli di taglia, portatori di malattie genetiche e soprattutto privi del carattere tipico della razza; nonostante questa selezione dai loro "puri" karabash continuano a nascere cuccioli di altri colori anche a pelo lungo che vengono sistematicamente eliminati. In Turchia la razza con il nome di Coban Kopegi (cane da pastore) è allevata da sempre quasi esclusivamente dai pastori, e cani di vari colori si vedono da ovest ad est, con prevalenza di questo o quel colore a seconda del villaggio o della regione, con una prevalenza generale di fulvi chiari con maschera nera in quanto colore dominante nella razza. 

Un discorso a parte va fatto per i cosiddetti allevamenti statali della provincia di Sivas-Kangal dove con il nome di Kangal Coban Kopegi si seleziona la varietà fulva con maschera nera a pelo corto e si incentiva il suo allevamento. Tale nome è usato da circa vent'anni, infatti nel 1973 questa varietà appariva ancora su un francobollo delle poste turche con il nome di Coban Kopegi (dopo il simposio del 1996 fu stampato un nuovo francobollo con il nome di Kangal Kopegi). Non tutti i turchi comunque identificano con il nome Kangal solo un soggetto fulvo con maschera nera. Un Coban Kopegi deve essere grande, forte, coraggioso e in grado di difendere un gregge o un villaggio dal lupo e da altri predatori naturali, e questo indipendentemente dal nome o dal colore del mantello. E chiunque abbia un minimo di buon senso non può pensare che un pastore nelle steppe più remote dell'altopiano anatolico scelga i suoi cani in base al colore e ad altri tratti estetici e non in base alla struttura e all'attitudine al lavoro. Non dimentichiamoci che in un paese musulmano dove il cane è considerato un animale impuro solo i pastori sono stati gli unici allevatori di questa razza fino a un paio di decenni fa. Quindi sono loro i veri esperti e allevano cani di vari colori, ma non bastardi come qualcuno sostiene, perchè nei villaggi più remoti dell'altopiano anatolico, dove si trovano i migliori rappresentanti della razza, non esistono praticamente altre razze di cani se si esclude il TAZI (Levriero Turco), e a nessun pastore verrebbe in mente di fare degli incroci, dato che i cani che possono permettere di mantenere, devono avere le caratteristiche fisiche e mentali per svolgere il lavoro di guardiani, se non le hanno vengono eliminati. L'isolamento geografico ha favorito una sorprendente omogeneità in termini di tipo e attitudini (l'unica differenza sta nel colore e lunghezza del mantello) dei veri cani da lavoro da ovest ad est della penisola anatolica e, anche nell'area di Sivas-Kangal, non tutti i cani sono fulvi con maschera nera e a pelo corto.

Il Kangal è solo una delle espressioni della razza, forse la più appariscente, sicuramente la più comune, per questo è stata scelta a rappresentare la razza nazionale, motivo di orgoglio per i turchi e fonte di speculazioni per alcuni, nonostante una legge vieti l'esportazione di questi cani. Questo non significa che ogni grosso cane di qualsiasi colore che si incontra in Turchia sia un pastore dell'Anatolia. Un'altra contraddizione di questa stupida polemica è che gli allevatori di Kangal-Karabash espongono nelle manifestazioni FCI i loro cani come pastori dell'Anatolia, e la maggior parte di pastori dell'Anatolia e di Kangal-Karabash in occidente hanno gli antenati in comune (e di vari colori). Dove sarebbero allora le differenze tra le due razze? Non esistono, semplicemente perchè sono la stessa razza. Guardate gli standard delle due razze e vedrete che il Kangal (che gli appassionati definiscono di tipo più molossoide) ha lo stesso peso e altezza del pastore dell'Anatolia. Nessun sostenitore della razza Kangal-Karabash sarebbe in grado di distinguere un tipico Kangal-Karabash da un tipico pastore dell'Anatolia fulvo con maschera nera, o un Akbash da un pastore dell'Anatolia bianco. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

E' stato anche detto dai sostenitori del Kangal-Karabash che il pastore dell'Anatolia sarebbe stato "inventato" in America incrociando cani da pastore turchi di zone diverse, ma questo è esattamente ciò che i pastori in Turchia hanno sempre fatto, essendo il concetto di un "puro" kangal di un unico colore un'invenzione "cinofila" molto recente. E' vero che alcuni pastori dell'Anatolia poco tipici sono stati importati nel tempo in America, ma la selezione della razza si è basata soprattutto su circa 300 soggetti importati dal prof. Ray Coppinger per condurre uno studio, il livestock dog project, presso l'Hampshire college, tutti cani da lavoro importati da villaggi pastorali,e ottimi rappresentanti della razza.Aslan KarhamanAnche in Europa la selezione si è basata principalmente su cani da lavoro importati da tutta la turchia. Anche tra gli entusiasti del Kangal-Karabash ci sono state importazioni di ottimi cani, ma spesso la ricerca del fulvo con maschera nera come principale criterio di selezione, ha fatto si che si importasse e selezionasse qualsiasi cosa di quel colore senza badare troppo a caratteristiche molto più importanti, ed è chiaro che una selezione basata su un fattore estetico in una razza da lavoro, non può portare molto lontano.  Quanto durerà ancora questa inutile controversia? Perchè non considerare l'esempio russo che col nome di pastore dell'Asia centrale raggruppa addirittura cani provenienti da stati diversi, di vari colori e lunghezza di mantello, senza nessuna polemica? Alla pagina "STANDARD" troverete lo standard FCI del pastore dell'Anatolia, e un estratto dello standard UKC del Kangal-Karabash per le voci taglia e peso. Noi appassionati del pastore dell'Anatolia pensiamo che la decisione presa dalla FCI nel 1989 di riconoscere un'unica razza di pastori turchi sia stata una scelta coraggiosa, saggia e giusta.

 

bajo e asla

 

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